Stato - Enti Pubblici non economici - Aziende

                                                                                                                          


Roma 30 settembre 2003

                                                                                                Alle Segreterie regionali FP-CGIL
                       
                                                                        Alle Segreterie territoriali FP-CGIL

                       
                                                                        Ai    Dirigenti Comparto Ministeri
 

 

 

Venerdì 26 settembre siamo stati convocati all’Aran in merito all’accordo sulla sequenza contrattuale, siglato il 17 dicembre 2002.

In quella sede abbiamo scoperto che il Ministro della Funzione Pubblica interpreta sempre più liberamente le procedure per la stipula dei CCNL, previste dal D.Lgs.165/2001. Dopo nove mesi fa sapere che intervenire sulla parte normativa è inopportuno perché il quadriennio è ormai terminato (di chi è la responsabilità di tanto ritardo?), mentre la parte economica si deve rivedere, perché l’accordo non è intervenuto a perequare le differenze esistenti tra i Fondi dei vari ministeri. Il problema delle tabelle non rispondenti alla reale retribuzione percepita, che non permise di sottoscrivere un’intesa più soddisfacente, non è più tale: il Tesoro ne ha fornite all’Aran di nuove!

La FP-CGIL ha confermato il contenuto dell’intesa raggiunta a dicembre, ricordando che la scelta fu quella del male minore, per evitare di sommare ingiustizie a disuguaglianze. Altre Organizzazioni Sindacali hanno chiesto di non dividere in due l’accordo, rendendosi disponibili a ridiscutere la parte economica. Ovviamente chi non aveva sottoscritto l’intesa si è dichiarato contento per la situazione in cui si trovano i Dirigenti dei Ministeri: ancora senza accordo!

Siamo di fronte ad alcuni fatti concreti e a scenari possibili.

Il primo fatto concreto è che la sequenza contrattuale non è ancora conclusa, quindi le nuove regole non si applicano e l’incremento, seppur minimo, continua a non essere erogato (almeno il Ministro Tremonti sarà contento).

Il Ministro Mazzella vuole decidere, di un accordo legittimamente siglato con l’Aran, quale parte può andare bene e quale no, modificando, pertanto, la natura pattizia dei CCNL.

Le nuove tabelle fornite dal Tesoro, a detta dell’Aran, non sono immediatamente utili alla eventuale riapertura del negoziato, né, parrebbe, prendano in considerazione le somme derivanti da provvedimenti di legge. Proprio il punto che aveva reso impossibile una chiusura diversa della trattativa.

            A questo punto il Ministro ha due scelte possibili: approvare così com’è l’accordo legittimamente siglato oppure bocciarlo, formalmente o in termini sostanziali, rimandandolo all’Aran.

In questa seconda ipotesi non è facile comprendere cosa potrebbe succedere rispetto allo specifico accordo, soprattutto riguardo ai tempi, più semplice capire che il Governo persegue una politica di regolazione del rapporto di lavoro decisa per via imperativa, negando la contrattazione. Non è un caso che adesso tocchi ai dirigenti: la legge 145/2002 non era un episodio.

                                                                                                p. Dipartimento sindacale FP-CGIL                                                                                                                                           (A.Garzi)