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Dirigenza Area 1 Stato - Enti Pubblici non economici - Aziende |
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Roma 29 settembre 2003 Rinnovo
CCNL Dirigenza sanitaria ex I e II livello
Venerdì 26 settembre si è svolto un altro incontro con l’Aran
per il rinnovo del CCNL, scaduto il 31 dicembre 1997. Per
la prima volta ci siamo trovati di fronte una proposta per andare verso la
conclusione del negoziato, con quantità economiche basate su un
incremento medio di 17,5 milioni annui a regime (pari all’incremento
medio percepito dai dirigenti dell’Area 1). Sicuramente
il testo non soddisfa tutte le richieste che avevamo avanzato, sia per
quanto riguarda la distribuzione delle risorse economiche e del calcolo
dei costi che l’Aran quantifica per la varie voci, sia per i risultati
che, di conseguenza, produce e questo, nello specifico, per i dirigenti
sanitari ex I livello.
Pensiamo che
l’accordo debba basarsi su questi punti cardine: ·
rispetto del DPCM del 1995,
voluto dalla categoria di lavoratori coinvolti, con conseguente aggancio
alla dinamica economica del SSN (fino
al 1999 per i Dirigenti sanitari ex II livello), in quanto applicabile; ·
uguali diritti per tutta la dirigenza del Ministero e
quindi applicazione della normativa dell’Area 1. Quindi,
come FP CGIL, abbiamo posto il problema di come recuperare il
differenziale tra il trattamento tabellare del SSN (circa 55 milioni a
regime) e quello dell’Area 1(70 milioni a regime) che si è creato, in
relazione agli ex I livello, per la differente dinamica dei CCNL
1998/2001. Recupero che deve avere caratteristiche di fissità e
ricorrenza, di modo che possa essere utile ai fine del TFR e della
previdenza complementare. Abbiamo
anche chiesto che si riduca il differenziale retributivo tra i Dirigenti
sanitari medici e i Dirigenti sanitari delle altre professioni, nonché
l’aumento della parte fissa della retribuzione di posizione, per tutte
le figure. Quindi,
nella riunione già convocata per il 13 ottobre all’Aran, che potrebbe
avere carattere conclusivo, c’impegneremo per realizzare questi
obiettivi e per consegnare ai lavoratori e alle lavoratrici il rinnovo del
CCNL che aspettano da sei anni, sapendo che siamo già a quasi due anni
dalla sua scadenza naturale. E’
naturalmente possibile, nonché legittimo, fare scelte diverse, come hanno
annunciato la maggioranza delle Organizzazioni Sindacali presenti al
tavolo. Chiedere
che il tabellare sia lo stesso per tutti risponde sicuramente
all’esigenza di equità ma, al tempo stesso, significa abbandonare la
logica del DPCM del 1995 e chiedere che tutta la dirigenza sia considerata
di Area 1. Occorre essere consapevoli di questo cambio di strategia (lo
faremo tutte le volte che uno dei due contratti sarà più conveniente
dell’altro?). Abbiamo,
oltretutto, seri dubbi che questo riconoscimento sia possibile alle
condizioni date, in quanto sarebbero necessarie tanto le decisioni
favorevoli della magistratura, quanto una nuova direttiva del Governo. Inoltre,
chiedere 200 milioni di arretrati, è sicuramente attraente, ma richiede
ulteriori stanziamenti che solo la prossima legge Finanziaria potrebbe
individuare. L’Aran
ha chiarito la propria condizione contrattuale: se non ci sarà accordo
all’interno dell’impostazione che ci ha proposto, dovrà sospendere la
trattativa e rimandare tutto al Governo. La FP-CGIL ritiene che si debba utilizzare l’opportunità che abbiamo di fronte, con i dovuti miglioramenti. Tutto si può sostenere, ma non si possono ignorare, o far finta di farlo, alcune regole base dei rinnovi contrattuali.
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