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Segreterie Nazionali Agenzie Fiscali
Al Ministro
per la Funzione Pubblica
e per
conoscenza al Dott. Francesco Verbaro
OGGETTO: mobilità personale optante Agenzia del Demanio Signor Ministro, con la presente lettera le scriventi organizzazioni sindacali sollecitano un suo diretto ed immediato intervento per risolvere un grave problema riguardante la mobilità del personale optante dell'Agenzia del Demanio ancora in attesa di essere collocato presso altre pubbliche amministrazioni. Alla data odierna, vi sono ancora circa 200 unità di personale in servizio presso le varie sedi dell'Agenzia del Demanio, che stanno per essere collocati in altri uffici della pubblica amministrazione con le procedure stabilite nel comma 577 dell'art. 1 della Finanziaria 2006. Tali procedure, come certamente Le é noto, prevedono l'assegnazione di detto personale tramite decreto dirigenziale del Dipartimento della funzione pubblica, su proposta dell'Agenzia del Demanio, sentite le amministrazioni interessate. Purtroppo, la norma inserita nella Finanziaria, nella sua estrema sinteticità, non fa alcun cenno al problema del mantenimento dei livelli salariali del personale in mobilità In conseguenza di ciò, gran parte dei lavoratori in oggetto andranno incontro ad una decurtazione stipendiale, poiché nelle amministrazioni di destinazione percepiranno una retribuzione, sia fissa che accessoria, inferiore. Questo sacrificio è assolutamente ingiusto. I lavoratori in questione avrebbero dovuto essere collocati già da molto tempo nelle amministrazioni da essi prescelte per effetto del diritto di opzione sancito dalla L. 173/2003: opzione che, in quanto conseguenza della trasformazione giuridica avvenuta nell'Agenzia del Demanio, non può essere equiparata ad una forma di mobilita volontaria prevista dal d.lgs. 165/2001. Non a caso, nello schema di decreto di assegnazione del personale optante alle amministrazioni pubbliche, predisposto nei mesi scorsi da codesto Dipartimento della Funzione Pubblica, si precisava chiaramente che le eventuali differenze retributive sarebbero rimaste in favore del personale stesso come assegno ad personam. Perché, dunque, gli stessi lavoratori destinatari di quel provvedimento (poi bloccato per intervento del Consiglio di Stato) dovrebbero adesso essere penalizzati per il mancato riconoscimento del diritto a mantenere il livello retributivo attualmente in godimento? Signor Ministro, le chiediamo di intervenire per far sì che nell'attuazione di quanto stabilito dal comma 577 dell'art. 1 della Finanziaria 2006, sia previsto, in favore del personale interessato, il mantenimento delle eventuali differenze retributive come assegno ad personam. Lo stesso diritto, inoltre, va riconosciuto con effetto retroattivo in favore delle unità dello stesso personale che, nel corso degli ultimi mesi, hanno già lasciato l'Agenzia del Demanio (spesso indotti da difficili condizioni ambientali e psicologiche) verso amministrazioni pubbliche dove si sono ritrovati a percepire una retribuzione inferiore. Nel dichiararci disponibili ad effettuare in tempi rapidi ulteriori approfondimenti tecnici, anche in sede di esame congiunto, restiamo in attesa di un Suo cenno di riscontro che ci auguriamo, data la estrema urgenza del problema, Ella vorrà farci pervenire quanto prima. Roma, 27 febbraio 2006
FP CGIL
CISL FP
UIL PA
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