Roma 22/3/2004

 

 

 

Alle Segreterie Regionali FP CGIL
Alle Segreterie Comprensoriali FP CGIL

 

 

 

Oggetto: Agenzie delle Entrate – Mobilità volontaria Nazionale
Ipotesi di riorganizzazione delle strutture periferiche della Agenzia.

 

Care compagne e cari compagni,

nella giornata di ieri si sono svolti, presso la Direzione Generale delle Entrate, gli incontri previsti per la definizione della procedura di mobilità volontaria nazionale relativa agli anni 2003 – 2004 e sulle ipotesi di riorganizzazione, attualmente in fase di studio, delle strutture periferiche dell’Agenzia.

Sul primo punto all’ordine del giorno siamo riusciti, non senza difficoltà, a chiudere un accordo certamente vantaggioso rispetto ai precedenti, nel quale, riconfermando in toto i criteri ed i punteggi già definiti con le precedenti intese, vengono aumentati i posti disponibili, sia in entrata che in uscita, rispetto alla precedente procedura.

Abbiamo inoltre compiuto un passo avanti circa le modalità di assegnazione del personale all’interno della regione richiesta, attraverso la previsione, contenuta al punto C, di un confronto in sede locale finalizzato alla soddisfazione delle preferenze espresse dai lavoratori circa gli uffici di destinazione.

Valutiamo infine particolarmente positiva la scelta di non modificare i punteggi ed i criteri a suo tempo sottoscritti, che a nostro avviso rafforza il concetto di procedura a regime, concordato con l’accordo del 30 settembre del 2002, e che consente ai lavoratori di valutare con chiarezza di prospettive e con maggiore trasparenza, i tempi entro i quali possano vedere soddisfatte le loro aspettative, oltre ad accelerare i tempi di realizzazione dell’accordo.

Circa l’ipotesi riorganizzative che l’Agenzia sta studiando in relazione ad una nuova, possibile, strutturazione sui territori, l’Amministrazione ci ha presentato un documento, che vi alleghiamo, nel quale vengono presentate le linee generali dell’iniziativa e che illustra le motivazioni che spingono verso l’adozione di forme organizzative innovative.

Per parte nostra abbiamo valutato con molto interesse e positiva attenzione alcune delle ipotesi che vengono formulate e le relative motivazioni.

Tra queste, la possibile apertura di sportelli presso i comuni, le attività di delocalizzazione di taluni carichi di lavoro, già sperimentate con successo ad Isernia e Reggio Calabria, ed il cui sviluppo potrebbe contribuire non poco ad alleviare i ben noti squilibri esistenti nella distribuzione del personale tra il nord ed il sud del Paese, nonché le iniziative sperimentali in materia di Telelavoro.

Di sicuro interesse, ma certamente più problematiche, ci sembrano invece le ipotesi formulate circa possibili varianti del modello organizzativo degli uffici locali.

Le soluzioni prospettate infatti, pur sostenute da motivazioni indiscutibili circa la penalizzazione subita dalle attività di controllo nelle realtà dove più pesanti appaiono le carenze degli organici e che spesso corrispondono a territori dove si svolgono notevoli attività produttive e commerciali, dovranno a nostro giudizio, essere attentamente valutate caso per caso, con il pieno coinvolgimento delle OO.SS. territoriali e dei lavoratori interessati, al fine di evitare, con opportuni correttivi organizzativi, ogni forma di penalizzazione del personale coinvolto e della professionalità degli stessi.

L’ultima parte del documento, relativa alla razionalizzazione degli immobili, è quella che ci procura le maggiori perplessità.

La motivazione del risparmio di spesa, assunta come obiettivo esclusivo e preponderante, ci appare infatti rischiosa e foriera di scelte non sempre condivisibili od opportune, come ci insegna il caso del trasferimento, fuori dal centro cittadino, degli uffici finanziari di Cagliari, contro il parere di tutte le associazioni dell’utenza, degli amministratori locali e delle OO.SS. territoriali.

Su quest’ultima questione, sollevata dalla nostra O.S. in apertura di discussione, abbiamo dovuto registrare l’ennesima chiusura dell’Amministrazione che, illustrandoci i contenuti di un intervento del Sottosegretario con delega alle Entrate On. Molgora, in risposta ad una interpellanza Parlamentare avanzata da alcuni deputati di Alleanza Nazionale, ha annunciato insieme con l’intenzione di procedere nell’operazione di trasferimento, il pieno sostegno del Governo alla scelta dell’Agenzia.

Vale la pena di sottolineare come al termine dell’audizione i parlamentari di A.N. abbiano espresso piena soddisfazione circa le risposte fornite dal Sottosegretario sugli effettivi risparmi conseguibili con tale operazione.

Contro questa scelta, che continuiamo a ritenere profondamente sbagliata, insieme a tutte le OO.SS. presenti, abbiamo dichiarato concluso il tentativo di conciliazione avviato con l’incontro del 25 febbraio, preannunciando l’avvio di una nuova fase di mobilitazione e di lotta.

L’incontro si è quindi concluso con l’impegno assunto dall’Agenzia a riprendere la discussione sui nuovi modelli organizzativi seguendo in parallelo l’evoluzione degli studi in corso.

Fraterni saluti

Per la FP CGIL Nazionale
Il Coordinatore dell’Agenzia delle Entrate
Carlo Cielo

 


IPOTESI DI INTERVENTI DI RIORGANIZZAZIONE

DELLE STRUTTURE PERIFERICHE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

 

Premessa

Nel 1997 è stato avviato, in via sperimentale, un piccolo numero di uffici delle entrate (11). Nel quinquennio 1998-2002 è stata poi condotta a termine l’intera operazione di sostituzione dei preesistenti uffici a competenze frammentate (imposte dirette, IVA, registro ed ex intendenze di finanza) con le nuove strutture a competenze unificate. Il progetto – sicuramente tra i più complessi fra quelli della storia recente delle pubbliche amministrazioni - ha coinvolto circa 30.000 persone ed ha visto la soppressione di oltre 1.000 vecchi uffici e la creazione di 380 moderne strutture di concezione innovativa, sia dal punto di vista strutturale che operativo. Gli uffici delle entrate (oggi uffici locali) hanno introdotto concetti prima sconosciuti all’interno dell’amministrazione finanziaria, quali la polifunzionalità degli operatori, il lavoro in team, la centralità del contribuente (sia ai fini dell’assistenza che del controllo), lo sviluppo della tax compliance. Il modello organizzativo degli uffici locali dell’Agenzia delle Entrate è delineato nel regolamento di amministrazione dell’Agenzia stessa, che ha formato oggetto di concertazione sindacale.

E’ stata compiuta, grazie alla forte e convinta partecipazione del personale, una difficile "rivoluzione" e si tratta ora, essenzialmente, di consolidare i profondi cambiamenti intervenuti.

Senza uscire da questa prospettiva, si possono tuttavia fare alcune riflessioni su possibili, limitati interventi di riorganizzazione delle strutture periferiche dell’Agenzia delle Entrate. Si tratta di riflessioni che traggono origine da una serie di elementi:

negli ultimi anni sono cambiati, con il progresso sempre più rapido delle tecnologie, alcuni scenari di riferimento (ad esempio, la telematica è entrata in modo sempre più massiccio nel rapporto tributario);

persistono situazioni di carenza e di inadeguata distribuzione del personale;

la riduzione degli oneri di gestione pone la necessità di contenere i costi degli immobili adibiti a sede di ufficio (locazione, manutenzione, ecc.).

Questo documento prende in considerazione diverse possibili ipotesi di intervento; alcune di esse sono state già avviate in via sperimentale, mentre altre sono tuttora in fase di studio. Di seguito ciascuna di tali ipotesi viene sinteticamente descritta.

Decentramento delle attività di servizio all’utenza

Con l’istituzione degli uffici locali, le attività di servizio all’utenza hanno assunto un rilievo molto maggiore rispetto a quello dei preesistenti uffici periferici. Un’intera area dell’ufficio locale è dedicata ai servizi al pubblico e in circa 90 località che non sono sede di ufficio sono state create delle sezioni staccate, che svolgono attività di front office dell’ufficio dal quale dipendono.

Nel frattempo, però, le modalità di erogazione dei servizi all’utenza si sono rapidamente evolute.

Il servizio infatti oggi non è più solo quello che viene erogato allo sportello dell’ufficio, ma anche – e in prospettiva soprattutto – quello che viene fornito a distanza, tramite strumenti quali i Centri di assistenza telefonica e i servizi telematici Fisconline ed Entratel. A questo si aggiunga che l’Amministrazione finanziaria ha spinto molto per convincere l’utenza ad avvalersi degli intermediari professionali (CAF, commercialisti, associazioni di categoria).

La progressiva diffusione dei servizi telematici e il ruolo crescente svolto dagli intermediari sono destinati a ridurre l’afflusso di utenza presso gli uffici. E’ vero però che per le fasce di utenza più deboli, cioè quelle che per motivi anagrafici o culturali non sanno, non possono o non vogliono usare i nuovi canali informatici e telematici, il contatto diretto con l’impiegato rimane l’unico momento di rapporto con il Fisco. Ma per questi soggetti – ferma restando la necessità di incentivare ulteriormente il ricorso agli intermediari professionali, come i CAF – si può pensare a sistemi alternativi di erogazione di questi servizi, che ovviamente mantengano inalterato il livello dell’assistenza fornita

A tal fine, d’accordo con le amministrazioni comunali, è stata già avviata la creazione di spazi attrezzati nei municipi. Questi sportelli "remotizzati" erogano gli stessi servizi dell’ufficio, con una serie di vantaggi:

la gestione delle attività di servizio è più flessibile, in quanto viene superata la rigidità connessa alla formale attivazione di strutture dedicate che, se l’esperienza non si rivela soddisfacente, è poi difficile sopprimere;

il servizio può raggiungere anche i piccoli centri, diffondendosi in modo ancora più capillare sul territorio;

l’impegno richiesto in termini di personale da dedicare all’attività è meno gravoso di quello richiesto da una struttura stabile come una sezione staccata;

in prospettiva, si può ipotizzare una sinergia tra l’Agenzia e i comuni in materia, per esempio, di ICI.

Gli sportelli "remotizzati" possono essere creati in località prive di uffici finanziari, ma potrebbero in qualche caso anche sostituire le attuali sezioni staccate, con evidenti vantaggi di ordine economico (risparmio del canone di locazione e delle altre spese di gestione e funzionamento della struttura). Le amministrazioni locali, infatti, mettono a disposizione a titolo gratuito i locali, gli arredi e, a volte, le apparecchiature informatiche.

Creazione dei Centri satellite

E’ ben noto che la distribuzione sul territorio del personale dell’Agenzia non corrisponde pienamente alle reali esigenze del servizio. Poiché, almeno nel breve periodo, non è ipotizzabile che si raggiunga al riguardo un soddisfacente equilibrio, vanno individuate opzioni alternative che consentano di superare, per quanto possibile, le criticità conseguenti a questo stato di cose.

L’accordo sulle linee guida per la definizione delle procedure di mobilità volontaria nazionale, stipulato il 30 settembre 2002 tra l’Agenzia delle Entrate e le Organizzazioni sindacali, prevede il ricorso a soluzioni fortemente innovative sotto il profilo organizzativo che mirano di contemperare le esigenze funzionali dell’Amministrazione e le aspettative del personale. Tra tali soluzioni, l’accordo cita "la sperimentazione di nuove e più flessibili modalità di organizzazione dei processi lavorativi, come il telelavoro e la creazione di strutture satelliti di uffici ad elevato carico di lavoro e ad organico ridotto, al fine di ridistribuire utilmente i carichi funzionali verso aree geografiche caratterizzate da più consistenti dotazioni di personale".

Coerentemente con tale previsione, l’Agenzia delle Entrate ha inteso sperimentare l’introduzione di forme di lavoro a distanza per la trattazione di pratiche relative all’attività di controllo che possono essere gestite senza vincoli di radicamento "fisico" nel territorio degli uffici giuridicamente competenti.

La sperimentazione, durata da maggio a novembre 2003, ha riguardato 4 uffici (due cedenti: Milano 1 e Como, e due riceventi: Isernia e Reggio Calabria) appartenenti a tre diverse regioni; all’interno degli uffici riceventi hanno operato due strutture "satellite" degli uffici cedenti, funzionalmente collegate a questi ultimi, per conto dei quali hanno eseguito una serie di attività relative al controllo delle posizioni fiscali dei contribuenti (predisposizione degli avvisi di accertamento in base all’esame dei verbali di verifica, controllo delle agevolazioni per la prima casa, ecc.).

I risultati della sperimentazione sono stati soddisfacenti. L’idea è ora quella di estendere questa nuova forma di organizzazione del lavoro, affidando le lavorazioni delocalizzate a strutture autonome ("Centri satellite") che abbiano queste caratteristiche:

corrispondono con più uffici di una stessa regione;

dipendono dalla Direzione regionale a cui appartengono gli uffici cedenti;

hanno la responsabilità delle pratiche trattate;

hanno autonomia gestionale.

Nel secondo semestre 2004 si prevede di attivare, in via sperimentale, due Centri satellite. I Centri sarebbero abilitati anche al colloquio a distanza con il contribuente, mediante apparecchiature del tipo di quelle in uso per le videoconferenze; il campo delle loro attività potrebbe così essere ulteriormente ampliato (ad esempio, i Centri potrebbero curare il contraddittorio per l’accertamento con adesione).

Telelavoro domiciliare

In base all’accordo citato al punto precedente, l’Agenzia intende sperimentare anche l’applicazione del telelavoro domiciliare. La sperimentazione coinvolgerà la Direzione Centrale Normativa e Contenzioso, in base ad un progetto che prevede l’applicazione del telelavoro per le attività di risoluzione degli interpelli e di aggiornamento delle banche dati giuridiche, nonché per altre attività connesse al contenzioso tributario.

Per gestire la sperimentazione è stato costituito un gruppo di lavoro, del quale fanno parte rappresentanti delle strutture centrali competenti nei diversi settori di attività coinvolti nell’iniziativa. Sarà così possibile valutare in modo congiunto e sistematico gli sviluppi della sperimentazione.

Ipotesi di parziali varianti del modello organizzativo di base degli uffici locali

Specie in alcune aree dell’Italia settentrionale vi sono sedi subprovinciali di significativa rilevanza sotto il profilo fiscale, ma che risultano gravemente deficitarie di organico, data la difficoltà di assegnarvi e mantenervi personale a causa del carattere fortemente disagiato delle sedi stesse. L’attività che risulta in questi casi maggiormente penalizzata è quella del controllo, che viene ad essere effettuata in misura largamente inferiore rispetto alle necessità. Per diverse ragioni, la chiusura di tali uffici e la loro trasformazione in sezioni staccate di uffici più grandi, geograficamente vicini, non è la scelta ottimale. Sono allo studio soluzioni alternative. Fra esse vi è quella di assegnare i controlli di competenza degli uffici in questione all’ufficio grande più vicino. L’ufficio di minori dimensioni continuerebbe a svolgere, oltre alle attività di servizio, anche quelle di controllo formale e di supporto al controllo sostanziale (es. accessi); avrebbe cioè comunque compiti maggiori rispetto a quelli di una sezione staccata e questo ne giustificherebbe il mantenimento come ufficio di livello dirigenziale.

In ogni caso, ipotesi come questa, prima di diventare operative, dovranno essere disciplinate dal regolamento di amministrazione.

Nell’ambito delle iniziative di potenziamento, a livello organizzativo, dell’attività degli uffici locali rientra anche l’accorpamento di alcune sedi circoscrizionali recentemente effettuato a Rimini e a Prato, con l’intento di realizzare economie di scala e di impiegare in modo ottimale le limitate risorse umane disponibili in aree di notevole rilevanza fiscale.

Razionalizzazione delle strutture immobiliari

Per gestire al meglio le strutture immobiliari e contenerne la relativa spesa, l’Agenzia ha recentemente ribadito la necessità di razionalizzare l’uso degli spazi, mediante la verifica dei dati relativi alle superfici in uso, al numero degli addetti e ai costi di locazione e di gestione. Le Direzioni regionali devono inoltre valutare la validità dell’ubicazione dell’ufficio (in termini di accessibilità, dotazione di parcheggi e caratteristiche distributive e funzionali) e analizzarne la situazione strutturale, impiantisitica e manutentiva.

Qualora da tale verifica emergessero risultati non in linea con gli standard dell’Agenzia (ad esempio, spazi eccedenti i 18-20 mq lordi per addetto), dovranno essere prese in considerazione, a seconda dei casi, le seguenti ipotesi di intervento:

ristrutturazione o diversa distribuzione degli spazi e degli arredi;

rilascio degli spazi in eccedenza, mediante accorpamenti o dismissioni;

reperimento di altri immobili più rispondenti alle esigenze di contenimento della spesa.

Le determinazioni conseguenti saranno adottate nel quadro del sistema di relazioni sindacali.

DELOCALIZZAZIONE DELLE ATTIVITA’

RISULTATI DELLA SPERIMENTAZIONE

 

Il progetto ha coinvolto 4 uffici: due cedenti, selezionati tra gli uffici della Lombardia con maggiori carenze di personale (Milano 1 e Como) e due riceventi che, avendo una consistente dotazione di personale, si sono resi disponibili ad impiegare parte delle proprie risorse a favore degli uffici carenti (Isernia e Reggio Calabria). I direttori dei quattro uffici hanno definito le modalità di svolgimento dell’attività ed i reciproci rapporti stipulando un’apposita convenzione.

Isernia ha dedicato al progetto 10 addetti (8 di area C e 2 di area B) e Reggio Calabria 16 (5 di area C e 11 di area B), poi aumentati a 18. Questi addetti sono stati funzionalmente assegnati agli uffici cedenti per il periodo 16 giugno – 31 dicembre 2003 ed hanno costituto due team di controllo a distanza. I coordinatori dei team (individuati dai responsabili degli uffici riceventi) sono stati delegati dai direttori degli uffici cedenti a firmare gli atti prodotti dai team.

Per l’assegnazione e la consuntivazione delle attività svolte, i team a distanza sono stati classificati come centri di responsabilità (CDR) di IV livello, la cui produzione è poi confluita nei CDR di III livello (uffici di Milano 1 e Como). L’assegnazione delle pratiche da lavorare è avvenuta in base ai tempi unitari medi (TUM) di lavorazione di ciascun prodotto e alla disponibilità teorica di ore lavorabili dai due team nel periodo di sperimentazione.

Le postazioni di lavoro dei team a distanza sono state abilitate a lavorare sui soggetti di competenza degli uffici cedenti.

Le attività da trasferire sono state individuate tra quelle che presentavano queste caratteristiche:

assenza di vincoli tecnici;

gestibilità dei flussi documentali e informativi tra uffici cedenti e riceventi;

scarsa incidenza dei momenti di contraddittorio con il contribuente.

Nel rispetto di queste indicazioni, le attività delocalizzate hanno riguardato:

l’emissione di avvisi di accertamento da processi verbali (PVC) di verifica generale;

l’emissione di atti di contestazione da PVC per violazione degli obblighi strumentali;

l’appuramento degli articoli iscritti a campione unico (richiesta di agevolazione per l’acquisto della prima casa) e l’emissione degli avvisi di liquidazione;

il controllo dell’assolvimento dell’imposta sulle annualità successive dei contratti di locazione pluriennali (solo presso l’ufficio di Isernia);

il controllo formale delle dichiarazioni ai sensi dell’art. 36 ter del D.P.R. n. 600 del 1973 (solo presso l’ufficio di Reggio Calabria, a partire da settembre).

I risultati della sperimentazione sono stati nel complesso soddisfacenti, sotto tutti i profili: l’iniziativa si è rivelata tecnicamente fattibile, il livello di produttività è stato elevato e gli atti prodotti sono risultati conformi a quelli emessi dagli uffici cedenti per ciò che riguarda i criteri di valutazione adottati. Un ulteriore elemento degno di menzione è che il personale coinvolto, inizialmente tiepido nei confronti dell’iniziativa, man mano che la stessa andava avanti ha mostrato di apprezzarla, tanto da auspicarne ora la prosecuzione.

E’ anche importante sottolineare che non vi è stato alcun disagio per i contribuenti, che hanno potuto fare sempre riferimento agli uffici territorialmente competenti per ogni esigenza di assistenza e informazione. Gli uffici cedenti e riceventi sono stati dotati di webcam e microfono per comunicare a distanza. Questi strumenti sono stati utilizzati per le comunicazioni interne tra gli uffici ma in un caso – con l’accordo del contribuente – è stato realizzato anche un contraddittorio a distanza, che ha portato alla definizione di un accertamento con adesione.

 

 

I DATI

Reggio Calabria

Lavorazione

Atti emessi

Imposta (m/ni €)

Interessi (m/ni €)

Sanzioni

(m/ni €)

Verbali PVC generali

86 atti di accertamento

66,6

11,7

83,4

PVC obblighi strumentali

418 atti di contestazione

   

0,14

Agevolazioni prima casa

194 avvisi di liquidazione

0,84

(imposta + interessi)

0,22

36 ter

128 richieste documenti

52 avvisi di pagamento

0,21

   

Isernia

Lavorazione

Atti emessi

Imposta (m/ni €)

Interessi

(m/ni €)

Sanzioni

(m/ni €)

Verbali PVC generali

381 atti di accertamento

9,00

1,8

8,9

PVC obblighi strumentali

111 atti di contestazione

   

0,05

Agevolazioni prima casa

35 avvisi di liquidazione

0,36

0,04

0,03

Contratti di locazione

172 avvisi di liquidazione

     

 

L’indice di produttività (rapporto tra le ore equivalenti al volume di produzione lavorato e le ore effettivamente impiegate) è risultato pari al 107% per Reggio Calabria e al 127% per Isernia.

 

DICHIARAZIONE A VERBALE

 

A seguito dell’esperienza maturata sulle pregresse procedure di mobilità relative ai bienni 2001-2002 e 2003-2004 l’Agenzia sarà disponibile, in sede di contrattazione nazionale relativa alla prossima procedura di mobilità, a valutare la necessità di rivedere i criteri di attuazione della procedura stessa.

 

Roma, 18 marzo 2004

Agenzia delle Entrate OO.SS.

Cgil/Fp Firmato

Firmato Uil/Pa Firmato

Salfi/Unsa Firmato

Fas/Cisal-Fas Firmato

UGL/ANDCD Firmato

DICHIARAZIONE A VERBALE CISL

La scrivete O.S. non sottoscrive la dichiarazione a verbale sottofirmata da altre sigle, ove viene prevista la possibilità di una revisione dei criteri già definiti per la mobilità volontaria, in quanto ritiene che la volontà dei sottoscrittori dell’intesa del 2002 sulle procedure di mobilità era di istituire criteri "a regime", proprio per conseguire con sufficiente continuità l’obiettivo della certezza, trasparenza e razionalità in un campo da sempre oggetto di contraddizioni e contenzioso.

Di più la paventata modifica dei punteggi assegnati ai carichi di famiglia, chiesta da alcune sigle nel corso della odierna discussione, trova contraria la scrivente O.S., da sempre schierata nella difesa delle prerogative dei lavoratori e lavoratrici che hanno situazioni familiari da tutelare.

Roma, 18 marzo 2004

CISL/FPS Finanze
F.to Stefania Silveri

Allegato Ipotesi di Interventi di Riorganizzazione

 Bozza Accordo mobilità 2003 - 2004

 ooss 11 marzo 2004