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Al Direttore dell’Agenzia delle Entrate
Al Direttore Centrale del Personale
Le scriventi Segreterie Nazionali hanno realmente apprezzato quanto contenuto nell’intervento del Direttore dell’Agenzia all’incontro con i rappresentanti del personale, tenutosi lo scorso 16 gennaio. In particolare le scriventi hanno positivamente valutato l’impegno alla valorizzazione del personale interno il quale, non solo ha già abbondantemente dimostrato di essere all’altezza degli obiettivi fissati, in questi anni, dall’autorità politica ma, come noto, sarà a breve chiamato a maggiori incombenze anche di ordine qualitativo. E questo, senza che sia stato mai seriamente affrontato e, quindi, risolto l’annoso problema del mansionismo. E’ noto, infatti, alle SS.LL. che ancora la grande maggioranza del personale in servizio presso l’Agenzia è allocata nella seconda area mentre le funzioni che, con competenza e professionalità, svolge sono allocabili, nella stragrande maggioranza dei casi, nella terza area. C’è da aggiungere che le previsioni del Memorandum, di recente sottoscritto dalle scriventi sigle con il Governo, laddove prevede l’inserimento, nei prossimi CCNL, di sistemi di valutazione delle prestazioni individuali, rischia di essere vissuto dal nostro personale, in assenza di soluzioni immediate al fenomeno del mansionismo, come un vero e proprio “danno oltre la beffa”. Per questi motivi, le scriventi, in attesa di ulteriori incontri con il vertice dell’Agenzia tesi a fornire concrete soluzioni agli impegni assunti, chiedono, nell’immediato, così cme del resto concordato anche in sede di verbale d’intesa del 12 gennaio u.s., l’allargamento dei posti disponibili per il passaggio dalla ex area B a C1 fino a ricomprendere tutti gli idonei o, in subordine fino alla concorrenza delle risorse disponibili di cui alla legge 133/2001. Non sarebbe, infatti, tollerabile, per effetto di controverse procedure giurisdizionali, escludere dal nuovo inquadramento centinaia di colleghi che da anni svolgono funzioni delicate e professionali ed hanno, tra l’altro, superato con profitto tutte le diverse fasi della procedura concorsuale. In aggiunta a ciò si chiede anche di voler prevedere, nel medio termine, l’indizione di una nuova procedura che consenta il passaggio dalla seconda alla terza area, a tutela di quel personale che ha maturato i requisiti minimi di accesso successivamente all’1.1.2001. Le scriventi si dichiarano, fin d’ora disponibili ad un incontro teso alla ricerca delle migliori soluzioni precisando, però, che in assenza di risposta o, peggio, in presenza di risposta negativa, si vedranno costrette, loro malgrado, ad indire forme di mobilitazione del personale. Si resta in attesa di urgente riscontro. Roma, 24 gennaio 2007
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